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  • 23.07.2011

    MALE - VAL DI SOLE SKI ITALIA


    Da sempre Malé rappresenta il centro amministrativo ed economico della Val di Sole. Sede del Comprensorio C7, Malé sorge ai margini nord-orientali del piatto terrazzo morenico caratteristico della media Val di Sole, sopraelevato di una quarantina di metri sul fondovalle del Noce. L’aspetto della borgata è moderno, influenzato dal disastroso incendio del 1895, caratterizzato dalle numerose piazze che ne testimoniano la secolare vocazione commerciale e amministrativa. Centro apprezzato di soggiorno, Malé vede tra le attività economiche prevalenti l’artigianato ed il commercio, accanto all’agricoltura e all’allevamento, con la celebre mostra-mercato autunnale di San Matteo; a Malé inoltre si trova l’unico insediamento industriale dell’intera valle. Di grande rilevanza infine è la presenza associazionistica: Malé è sede di numerose società sportive, culturali, tra cui il Centro Studi per la Val di Sole, di protezione civile, come i Vigili del Fuoco volontari.
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    Storia

    Il toponimo latino “Maletum” (podere coltivato a melo) ed alcuni ritrovamenti archeologici, come una lapide votiva del II secolo d. C., testimoniano la presenza romana. Nel 1178 è documentata la Pieve di Santa Maria, centro dell’organizzazione ecclesiastica, mentre nel 1208 è ricordato un gastaldione vescovile, funzionario amministrativo e giudiziario. Nel basso medioevo, ospitando l’autunnale “mercato del Bosco”, il paese assunse anche un’importanza economica. Fino all’età napoleonica la comunità – parte del Principato Vescovile di Trento - si autogovernò secondo le norme della “Carta di Regola”, sorta di statuto comunale. Verso il 1742 fu costruito il convento dei Cappuccini, distrutto insieme a gran parte della borgata nello spaventoso incendio del 1892. Nel 1848 vide combattersi le truppe austriache ed rivoluzionari lombardi; nel 1895 ottenne il rango di borgata. Nel 1918 seguì Il Trentino nell’annessione all’Italia.

    Arte

    Nel cuore del centro storico s’innalza la parrocchiale dell’Assunta, ricostruita da maestranze lombarde alla fine del XV secolo e abbellita nel 1531 da un protiro rinascimentale. Tra il 1890 e il 1893 il triestino Nordio ridisegnò la facciata in stile neoromanico-neogotico ed eliminò le cappelle barocche. Della primitiva chiesa romanica rimane il possente campanile con bifore e monofore e una piccola scultura lapidea con il Cristo pantocratore. L’interno, diviso in tre navate coperte da volte a crociera, accoglie due splendidi altari lignei seicenteschi - con tele di Polacco (1614) e di Camillo Procaccini - e due marmorei del 1723. Le pitture murali della navata e dell’abside furono eseguite nel 1933 dal veronese Pino Casarini. Accanto alla chiesa sorge la cappella di San Valentino con loggia quattrocentesca e affreschi di Casarini (1938).

    Da non perdere

    Presso le sale al piano terreno di una vecchia caserma austriaca è ospitato il Museo della Civiltà Solandra, voluto e realizzato dal Centro Studi per la Val di Sole. Aperto dal 1979 e ampliato nel 1983 presenta un’esposizione permanente di oggetti relativi alla società contadina dei secoli scorsi. Attrezzi, strumenti, utensili sono disposti in sezioni: le fonti di sussistenza (agricoltura, lavorazione del latte, legname); l’artigianato (falegname, fabbro, ramaio, calzolaio); la tessitura e la filatura. Molto curata la ricostruzione di due ambienti della casa solandra: la cucina e la stanza da letto (la stua). Di particolare interesse la sezione bresadoliana dedicata al famoso micologo di Ortisè Giacomo Bresadola (1847-1929), “il prete dei funghi”.

    Ai margini del paese, in direzione della località per passeggiate Regazzini, è possibile visitare la “segheria veneziana”: splendida struttura del 1770, recentemente ristrutturata ed in concessione al Comune, è utilizzata per piccoli lavori di segheria e soprattutto per l’attività didattica, in quanto prezioso testimone della cultura delle genti di montagna.